• OLTRE LA ZONA DI COMFORT: DOVE LA VITA COMINCIA

    Perché è importante allenarsi ad uscire dalla propria zona di comfort

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”
Albert Einstein

Eh già, la vita a volte ci presenta il conto. Costruiamo certezze e abitudini, frequentiamo le stesse persone da ormai molto tempo, quelle persone con cui stiamo bene… Insomma, c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, o almeno sembra. Eppure…

Eppure può capitare di sentirci non proprio a nostro agio. Qualcosa ci rende irrequieti, tristi, e magari avvertiamo anche una sensazione di vuoto o di mancanza di senso.

Forse la risposta a questo malessere sta nel fatto che ci stiamo curando soltanto di una parte della nostra vita.

TRA SICUREZZA E LIBERTÀ

Noi esseri umani abbiamo due grandi spinte importanti: la ricerca della sicurezza, mossa dall’istinto di conservazione, e il desiderio di libertà, a cui sono collegate le necessità di esprimere la nostra creatività e di ricercare la nostra autorealizzazione.

Ecco, per riuscire a sperimentare una sensazione di serenità è importante trovare un equilibrio tra queste due spinte. Se nella nostra vita vediamo molti elementi che ci richiamano una sensazione di sicurezza e pochi che ci parlano di libertà e di autorealizzazione, e se tutto questo ci crea sensazioni negative, forse è arrivato il momento di fare qualcosa di diverso.

Perché nel tempo ci costruiamo una bella casa, fatta di abitudini e certezze. Tuttavia questa casa può diventare una gabbia dorata in cui ad un certo punto cominciamo a sentirci stretti perché la spinta della libertà viene soffocata.

LA ZONA DI COMFORT

Sì, esatto, ho detto proprio “fare qualcosa di diverso”. Lo so, l’idea può suscitare un po’ di paura. Ne ho parlato in un altro articolo a proposito della paura del cambiamento. Tuttavia è necessario farlo.

La casa fatta di sicurezze è la nostra zona di comfort. Qui ci sentiamo protetti, tranquilli, rilassati. Insomma è la condizione che ci permette di sentirci al sicuro e nella quale crediamo di riuscire a controllare la nostra vita e dove non sperimentiamo particolari forme di stress e di ansia.

Bada bene, è una cosa importante, ci serve per la nostra sopravvivenza! Tuttavia, se nella zona di comfort minimizziamo i rischi, minimizziamo anche le possibilità di apprendimento e di crescita.

AL DI LÀ DELLA ZONA DI COMFORT

Pertanto, se vogliamo crescere, se abbiamo degli obiettivi da raggiungere e vogliamo sentirci realizzati, è necessario “fare qualcosa di diverso”, ovvero uscire dalla nostra zona di comfort.

Non ci piace spingerci oltre. Il nuovo fa paura. Spingersi oltre vuol dire avvertire una certa sensazione di fatica, insicurezza e stress.

Vuol dire anche sperimentare il nuovo. E quando lo facciamo entriamo nella zona ottimale di apprendimento. Qui il livello di stress è ottimale e ci consente di rimanere attenti a ciò che sta avvenendo. Qui impariamo nuove cose e superiamo i nostri limiti. Qui impariamo anche ad avere maggiore dimestichezza con la paura che in futuro ci farà meno paura.

Se invece lo stress supera il livello ottimale (e questo livello dipende da persona a persona), allora entriamo nella zona di panico. E questo non è più funzionale, perché ci sentiamo confusi, abbiamo difficoltà a concentrarci e calano le nostre prestazioni.

DALLA CASETTA A UNA VILLA CON PISCINA

“Fai ogni giorno qualcosa che ti spaventa”
Eleanor Roosvelt

Quando lasciamo la nostra zona di comfort per raggiungere la zona ottimale di apprendimento impariamo qualcosa di nuovo, le nostre prestazioni migliorano, cresciamo e ci arricchiamo di nuove competenze, capacità e conoscenze.

Per farlo dobbiamo accettare il disagio che deriva dall’abbandono di ciò che ci fa sentire al sicuro per andare verso l’ignoto. Se non ci riusciamo, restiamo inchiodati dove siamo. Nella zona di comfort non c’è curva di apprendimento, non c’è miglioramento, non c’è crescita. Ma se riusciamo ad accettare il disagio, con il tempo le novità si trasformano in nuove abitudini e nuove certezze. E anche il nostro rapporto con la paura si trasforma.

Perché crescere significa soprattutto ascoltare se stessi mentre questa trasformazione accade, andare al di là del “…ma io sono fatto così” e costruire nuovi modi di vedere e nuovi modi di sentire.

Ciò vuol dire che man mano che facciamo nuove esperienze, la nostra zona di comfort si allarga sempre di più e la casetta che avevamo costruito può diventare una villa. E magari con piscina!