• RI-DECIDERE PER ESSERE LIBERI DI CAMBIARE

    Il nostro modo di porci nei confronti di noi stessi, degli altri e della realtà in generale non è definitivo.
    Può essere ri-deciso in qualsiasi momento!

“Ebbene, che altro è la vita umana se non tutta una commedia nella quale tutti recitano la loro parte, chi con una maschera, chi con un’altra, finché a un tratto il capocomico non li faccia uscire di scena?”
Erasmo da Rotterdam

“Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte”
William Shakespeare

Ridecisione, lo dice il termine in sé, è un concetto che indica la possibilità di ri-decidere, ovvero di prendere decisioni nuove, diverse da quelle prese in precedenza. È un concetto sviluppato in particolare dall’Analisi Transazionale, modello teorico che ci fornisce un quadro sulla struttura della personalità e che studia le modalità con le quali, in base a questa struttura, interagiamo con le altre persone.

CI INCONTRIAMO TUTTI SU UN PALCOSCENICO

Secondo l’Analisi Transazionale, le nostre esperienze di vita passata, soprattutto quelle dell’infanzia, influiscono sull’idea che abbiamo di noi stessi, degli altri e del mondo. All’atto pratico questo, a sua volta, condiziona il nostro modo di rapportarci con noi stessi, con il mondo e con gli altri. E ci porta quindi a prendere delle decisioni, il più delle volte inconsapevoli, su come vogliamo portare avanti la nostra vita.

L’Analisi Transazionale racchiude tutto ciò nel concetto di copione. Perché è proprio così. L’insieme delle idee che ci facciamo sul mondo e sugli altri in base alle nostre esperienze passate e poi le decisioni che ne derivano sono come il copione che guida l’attore sul palcoscenico indicandogli battute, espressioni e movimenti da mettere in atto.

LA SCRITTURA DEL COPIONE

Il copione si struttura in particolare nel periodo dell’infanzia attraverso le varie interazioni con le figure significative, soprattutto i genitori.

Secondo l’Analisi Transazionale, una persona scrive il proprio copione in base ai messaggi che arrivano, soprattutto in maniera non consapevole, da tali interazioni. Messaggi positivi stimolano la fiducia in se stesso e l’autostima del bambino. Al contrario, messaggi negativi le limitano.

Questi messaggi hanno delle conseguenze sulla vita adulta. Una persona sviluppa idee e opinioni su di sé, sugli altri e sul mondo (opinioni di copione) a seconda del tipo di messaggi che riceve. Sulla base di queste idee prende poi delle decisioni (decisioni di copione) che influenzeranno il suo modo di porsi nei confronti di se stesso, degli altri e del mondo.

I MESSAGGI COPIONALI

In Analisi Transazionale, i messaggi negativi trasmessi dai genitori oppure intuiti o immaginati dal/dalla figlio/a che li fa propri vengono chiamati ingiunzioni e contro-ingiunzioni.

Le ingiunzioni sono messaggi a valenza negativa caratterizzati da negazioni che definiscono un’inibizione e che impediscono un’azione o un certo modo di essere. Alcuni esempi di ingiunzioni sono: Non essereNon essere importanteNon essere un bambinoNon crescereNon avere successoNon essere te stessoNon sentireNon pensare.

Le contro-ingiunzioni indicano quei messaggi che veicolano aspettative genitoriali come ad esempio: Sii forteSii perfettoFallo per meSforzatiSta attento.

IL NOSTRO COPIONE È UN FAKE

Premesso che ogni genitore, nella relazione educativa, si muove nella misura degli strumenti che ha a sua disposizione e sempre nell’intenzione di agire al meglio, tutti noi, da piccoli, abbiamo scritto il nostro copione di vita in base alle nostre esperienze, all’ambiente e al contesto in cui siamo cresciuti e soprattutto in base ai messaggi che abbiamo introiettato dalle nostre figure genitoriali e significative.

Solo che le opinioni e le decisioni copionali che abbiamo introiettato e che influenzano (a volte negativamente) la nostra vita attuale si basano su credenze che la maggior parte delle volte non sono adeguate e che non hanno fondamento oggettivo. Perché quando siamo piccoli costruiamo tali credenze anche sulla base delle scarse capacità logiche che dobbiamo ancora sviluppare.

LA RI-DECISIONE

C’è una buona notizia! Poiché vengono prese sulla base delle nostre esperienze, secondo l’Analisi Transazionale le decisioni copionali non sono definitive. E quindi non siamo determinati in maniera univoca da ciò che accade intorno a noi da piccoli. Questo vuol dire che qualsiasi decisione copionale presa da piccoli può essere ridecisa in futuro.

Pertanto, nel momento in cui diventiamo consapevoli che certi modi di pensare, porsi e agire non sono più adeguati a noi, possiamo effettuare un cambio di rotta.

Il processo di ridecisione inizia proprio da qui. Quando acquisiamo questa consapevolezza, possiamo decidere di cambiare il nostro modo di stare al mondo soprattutto sostituendo le vecchie e false credenze con idee più fondate. E poi, sulla base di queste nuove idee, possiamo decidere qualcosa di nuovo per noi stessi.

Questa operazione non va a modificare la realtà in sé, bensì la percezione che ne abbiamo. Nella ridecisione cambia l’idea che ho di me stesso, degli altri e del mondo e di conseguenza il modo di vivere il rapporto con tutto ciò.

SCRIVERE NUOVE STORIE

Ok, tutto bello! Ma forse vi starete chiedendo: in che modo possiamo ridecidere le nostre idee?

La ridecisione può avvenire nella vita di tutti i giorni, quando esperienze di insight ci fanno capire che un determinato modo di pensare o agire non è più funzionale, provocando spostamenti percettivi che ci aiutano a modificare il nostro punto di vista sulla realtà.

Se ci accorgiamo che questo cambiamento è più difficile del previsto, possiamo rivolgerci ad un professionista della relazione di aiuto che ci accompagnerà in questo processo.

Un percorso di counseling, ad esempio, ci può aiutare a diventare maggiormente consapevoli di ciò che non va più bene per noi e a trovare le risorse e le strategie utili per poter cambiare le credenze sottostanti al nostro pensare e al nostro agire. Se poi desideriamo modificare il nostro copione andando a ripercorrere la nostra storia passata, possiamo rivolgerci ad uno psicoterapeuta.

In ogni caso, entrambi i professionisti ci aiuteranno a cambiare le lenti degli occhiali con cui guardiamo la realtà per consentirci di scrivere nuove storie per il nostro presente e il nostro futuro.