• MOTIVAZIONE ESTRINSECA E MOTIVAZIONE INTRINSECA

    Quale sviluppare delle due? E come farlo?

Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo.
(Proverbio arabo)

La motivazione è quell’emozione che ci spinge ad agire per raggiungere uno stato desiderato quando non ci sentiamo più a nostro agio nello status quo.

A seconda della provenienza delle sollecitazioni e/o delle gratificazioni/ricompense possiamo distinguere due tipi di motivazione.

LA MOTIVAZIONE ESTRINSECA

Quando le sollecitazioni o i riconoscimenti arrivano dall’esterno parliamo di motivazione estrinseca. Questa può essere innescata da qualcosa di materiale come ad esempio la casa, i soldi, i gioielli, ecc., oppure da elementi di natura immateriale come fama, potere, carriera, ecc.

Ma può essere attivata anche dalle cosiddette azioni condizionali di premio/punizione: “Se fai il bravo, ti compro il gelato” oppure “Se non fai i compiti, non potrai uscire”. Detto diversamente, questo tipo di motivazione ci spinge a muoverci a seconda di ciò che ci conviene per ottenere benefici o evitare situazioni negative. E sebbene possa sembrare provenire da altri, in realtà anche noi stessi possiamo autocondizionarci utilizzando una modalità premio/punizione.

LA MOTIVAZIONE INTRINSECA

Possiamo parlare di motivazione intrinseca quando la spinta motivazionale proviene dal nostro interno. Anche in questo caso gli elementi attivanti possono essere di diverso tipo. Può essere un bisogno o un desiderio, oppure può essere qualcosa che ci piace, o ancora può essere la soddisfazione nel raggiungere un obiettivo.

Quando siamo motivati da una forza interna ce ne accorgiamo, perché le azioni che mettiamo in campo per raggiungere i nostri obiettivi sono accompagnate da curiosità, piacere e gratificazione in sé, oltre che da un certo grado di impegno personale. Detto diversamente, la motivazione intrinseca ci mette nella condizione di fare qualcosa per il piacere di farlo.

La motivazione intrinseca a volte ci consente anche di entrare nell’esperienza di flusso. Si tratta di quella situazione in cui ci troviamo quando siamo talmente coinvolti in un’attività da sperimentare alta concentrazione, non sentire stanchezza fisica e mentale e non accorgerci del tempo che passa. Il coinvolgimento è tale che potremmo avere difficoltà anche a terminare l’attività in questione.

La base fertile della motivazione intrinseca è costituita da un buon livello di autostima e da compiti sufficientemente sfidanti. E attenzione! Ho detto sufficientemente e non eccessivamente sfidanti. Infatti, se da una parte una buona autostima ci dà la sensazione di possedere le competenze e le capacità necessarie per raggiungere il nostro obiettivo, oppure per svolgere una determinata attività, dall’altra parte un compito sufficientemente sfidante ci consente di mettere alla prova le nostre capacità e competenze e di sperimentare il piacere nel riuscire a svolgerlo provando al contempo un forte senso di autoefficacia.

SVILUPPARE LA MOTIVAZIONE GIUSTA

Da come si potrà intuire, tra questi due tipi di motivazione, i vantaggi maggiori vengono da quella intrinseca.

Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che la motivazione estrinseca può essere utile sul breve termine. Tuttavia la sua intensità e la sua persistenza hanno minori probabilità di rimanere costanti nel lungo periodo. Inoltre, l’eccessiva abitudine a sistemi premio-punizione rischia di abbassare la nostra capacità di coinvolgere ed utilizzare leve motivazionali interne. In terza battuta c’è da considerare che gli stimoli esterni sono spesso poco controllabili e quindi ci possono dare una bassa sensazione di padronanza della situazione. Elemento che, anche questo, influisce in maniera importante sul livello della nostra motivazione.

La motivazione intrinseca invece è figlia di passioni, preferenze e obiettivi personali. Tutti elementi che dipendono da noi, dai nostri bisogni, dai nostri desideri e dalle nostre convinzioni interne. Pertanto tra le due, la motivazione intrinseca è il tipo di motivazione che ha maggiori probabilità di rimanere intensa e persistente nel tempo.

COME PRENDERSI CURA DELLA PROPRIA MOTIVAZIONE INTERNA

Nonostante la motivazione interna abbia le caratteristiche appena descritte, questo non vuol dire che in sua presenza possiamo sederci sugli allori. Si tratta sempre di un’emozione. E, come avviene per tutte le emozioni, anche la motivazione è soggetta a possibili movimenti altalenanti. Pertanto è importante non farci ingannare dalla sua intensità di un determinato momento e trovare strategie per mantenerla costante oppure per ritrovarla quando per qualche motivo la perdiamo di vista.

In un precedente articolo abbiamo visto che può essere utile verificare e quindi essere maggiormente consapevoli della coerenza tra le nostre azioni e i nostri bisogni o i nostri valori.

Un altro elemento da tenere presente, lo abbiamo citato prima, è il senso di controllo. Favorire in noi una certa sensazione di controllo sulle attività che svolgiamo (“Sento che ce la posso fare!”) vuol dire ridurre i vincoli e gli stimoli di natura esterna e aumentare quelli di natura interna. Pertanto, maggiore è questa sensazione di controllo, maggiore sarà la motivazione intrinseca.

Una strategia che può tornarci utile per far crescere in noi questa sensazione consiste nel trovare in una determinata attività gli aspetti che ci incuriosiscono di più.

Un’altra strategia utile può essere quella di definire obiettivi chiari a breve e a lungo termine. Avere ben chiara la strada da percorrere che ci consente di vedere dove stiamo andando e di verificare la strada già percorsa (con i micro obiettivi già raggiunti e debitamente festeggiati) può infatti aiutarci a mantenere alto il livello della nostra motivazione intrinseca.